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L’assessment è il primo vero passo da fare per intraprendere il percorso verso la sostenibilità, e consiste in
un check-up rapido ma completo dal quale si ottiene un’istantanea della propria azienda, che evidenzia i
punti di forza e debolezza in termini di business sostenibile.


Si parte dalla raccolta della reportistica aziendale, tra cui non possono mancare il bilancio, le certificazioni
e, qualora ci fosse, il piano industriale.


Si analizzano poi gli statement e la comunicazione, anche tramite i canali social, nei confronti dell’esterno,
ed infine si procede con le interviste al management team, tese ad evidenziare sfide, obiettivi e strategie
per raggiungerli, connessi ai temi ESG. Questo ultimo step è fondamentale, inoltre, per verificare che ci sia
corrispondenza tra la percezione del gruppo dirigenziale e quello che l’azienda dichiara e comunica (la c.d.
consonanza percettiva).


L’analisi, che vuole essere omnicomprensiva, si basa su sei aree di impatto: governance; lavoratori;
comunità; ambiente; clienti e trasparenza. In queste categorie vengono analizzate, secondo una scala
codificata, alcune tematiche come ad esempio la mission e l’impegno aziendali; la sicurezza dei lavoratori;
l’impatto economico e sociale sulla comunità locale; il management ambientale e la trasparenza con cui
vengono divulgate notizie rilevanti per gli stakeholder.


Durante l’assessment si procede con una Gap Analysis, che permette di evidenziare quelli che sono gli
aspetti in cui l’azienda ha raggiunto o meno i target prefissati di sostenibilità nelle varie aree considerate.


L’output finale è un report quali-quantitativo che permette di avere una panoramica completa della
situazione aziendale, dei margini di miglioramento in tema ESG e delle proposte di sviluppo.

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