Cos'è il Protocollo umanistico?

Il Protocollo Umanistico è un programma ideato da Humanistic ESG per accompagnare le imprese in un processo di evoluzione in imprese umanistiche in uno sviluppo sostenibile.

Cos'è un'impresa umanistica?

L’impresa umanistica è un’organizzazione che cresce dalle sue radici storiche e culturali, che promuove una visione centrata sulla persona, su un lavoro umano, espressione e contribuzione personale, e sull’essere, essenzialmente, una comunità di persone, che si rinnova continuamente nel suo viaggio sostenibile.

I 3 Step del Protocollo umanistico

Step 1: ANALISI

È la fase diagnostica, finalizzata a comprendere la situazione attuale dell’organizzazione, individuando eventuali criticità, tensioni e potenzialità.

Lo Humanistic Assessment è pensato per aiutare le imprese a “rendere visibile l’invisibile”, ossia quei fattori umani (relazioni, vita interna, pratiche e comportamenti, adesione ai valori, corporate identity, responsabilità culturale d’impresa, etc.) che contribuiscono allo sviluppo organizzativo, ma che sono più difficili da misurare.

Un’indagine sul clima organizzativo, completata da interviste dettagliate consente di ottenere sia dati quantitativi che qualitativi, catturando le percezioni e le esperienze personali dei dipendenti. Attraverso questionari ben strutturati e colloqui approfonditi, aspiriamo a identificare le dinamiche interne, i punti di forza e le aree di miglioramento del sistema culturale dell’organizzazione.

L’assessment è un check-up completo e rapido che comprende:

       l’analisi della reportistica aziendale (bilancio, certificazioni, piano industriale…);

       la comunicazione verso l’esterno (statement, sito, social..);

       le interviste al management team per verificare la «consonanza percettiva» 

Step 2: SVILUPPO

In questa fase si favorisce una dinamica di ascolto e condivisione, per promuovere una trasformazione partecipata.

Il workshop con l’executive è fondamentale per strutturare una trasformazione allineata e condivisa. Interrogarsi sul perché non è solo un passaggio preliminare per definire strategie aziendali è il fondamento stesso di ciò che l’organizzazione è e aspira a essere. Prima ancora di parlare di strumenti, processi o di brand identity, è indispensabile chiarire quale sia la chiamata alla quale l’organizzazione risponde.

 

La strategia per indirizzare il business e renderlo più sostenibile parte da tre componenti::

       Benchmark

       Stakeholder Engagement

       Analisi di materialità e doppia materialità

 

A partire dai tre passi, valuteremo insieme iniziative e attività di punta per essere non solo compliant sul piano legale, ma vincenti su quello del mercato.

L’academy è uno spazio periodico in cui le persone dell’impresa, facilitate dai consulenti, si ritrovano per rafforzare le convinzioni condivise. Viene strutturata per essere un momento di apprendimento dinamico che permetta di accompagnare l’impresa nel suo rinnovamento culturale.

Step 3: SINTESI

È il momento di consolidare quanto emerso nelle fasi precedenti, con l’obiettivo di rendere il percorso scalabile e comunicabile.

I cantieri sono delle progettualità interne dove le persone stesse, facilitate dai consulenti, si fanno architetti di pratiche organizzative per disegnare la cultura che loro stessi vogliono respirare nella loro quotidianità aziendale.

E’ il documento di rendicontazione non finanziaria che comunica in modo obiettivo e trasparente gli impegni e i risultati dell’impresa rispetto ai criteri ESG.

La nuova Direttiva Europea CSRD ne richiede di fatto l’elaborazione, non solo per le grandi imprese, ma anche per le PMI. Gli Standard Europei ESRS sono obbligatori, i più celebri GRI invece restano come volontari.

L’employee ambassadorship è una progettualità che ha l’obiettivo di amplificare la voce delle persone all’interno dell’organizzazione, verso l’esterno. Questo ha un forte impatto nel raccontare in maniera consistente i valori e la cultura aziendale per un posizionamento funzionale. 

Perché scegliere il Protocollo Umanistico?


Perché il lavoro è vita e quindi deve essere intriso di umanità

Non è solo produttività, è espressione e contributo personale. Il protocollo restituisce significato al lavoro, valorizzando la dimensione relazionale e culturale dell’impresa. 


Perché il cambiamento non si impone,
si co-crea

Il protocollo umanistico non cala dall’alto soluzioni preconfezionate: ascolta, coinvolge, mette in dialogo. I leader non sono in azienda per cambiare altre persone, sono al lavoro per cambiare con le altre persone. 


Perché serve
un nuovo modo
di fare impresa

Esistono strade, più complesse ma anche più coerenti e durevoli, per unire performance e senso, risultati e relazioni, profitto e impatto. Il protocollo umanistico crede che la crescita economica, nel medio termine, sia conseguenza e segno della qualità della vita al di dentro delle organizzazioni.